Facebook, privacy e tutela della proprietà intellettuale

La rivoluzione che l’informatica ha realizzato negli ultimi decenni, ha cambiato senza ombra di dubbio il modo di concepire le telecomunicazioni ed i mezzi di informazione.

Ciò che rende maggiormente l’idea del cambiamento è l’avvento della moltitudine di Social Network,come Twitter o Facebook, che hanno reso: più facile il mantenimento dei contatti con persone anche geograficamente lontane e, maggiormente disponibile l’accesso a materiali musicali, letterari ed artistici in genere. 

Il rovescio della medaglia sta proprio nella “spendita” di lavori, normalmente coperti da Copyright, ed ora condivisi con una comunità di utenti che è in continua crescita.

Accanto ad un problema di questo tipo si pone quello della tutela dei così detti “User-created contents”, ossia quei contenuti creati di seguito ad un impegno da parte dell’autore e resi disponibili sui social network dall’autore stesso o da altri.

Entrambi le questioni non trovano tutt’oggi una soluzione unitaria, in quanto le risposte, in tal senso fornite, sono da una parte rivolte alla protezione della riservatezza e della personalità, così tutelando l’originalità dei lavori, e dall’altra a garantire che un’opera entrata nel “circuito sociale” sia visibile ed utilizzabile da chiunque ne abbia interesse.

“Consumatori per l’Europa” prospetta che gli organi competenti alla tutela delle proprietà intellettuali si pronunceranno a breve, non potendo lo Stato rimanere inerte di fronte a questioni che sempre più, in ambito legale e non, assumono rilevanza.

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