Made in Italy: occhio alle imitazioni!

I prodotti e la cucina italiana sono, oltre che rinomati,  diffusissimi nel mondo. Questo successo fa si che, come per altri beni, si sia tentato in tutti i modi, maldestramente o meno, di riprodurli.

Il problema delle riproduzioni è che, oltre ad indurre dolosamente in inganno il consumatore, a causa della loro provenienza non rispettino gli standard qualitativi previsti da modelli di utilità nonchè organizzativi delle aziende nostrane.

Parallelamente a tale fenomeno, c'è da dire che non sono poche le imprese italiane che in virtù della sussistenza del libero mercato europeo si servono, nel processo produttivo, di materie prime provenienti da altro stato e generalmente a basso costo.

Come assicurarci dunque che l'acquisto che stiamo per compiere sia qualitativamente il migliore? Fondamentale è prender visione dell'etichetta perchè da essa:

- sapremo il luogo dove il bene è stato prodotto, nonchè da dove provengano e quali siano le materie prime. Attenzione! spesso olio o farina, benchè natii della nostra penisola, sono assemblati con materiale di altro stato (es. tipica indicazione di questo tipo: "prodotto da olive italiane ed altre comunitarie")

- avremo garanzia non solo della provenienza, ma anche di qualità tramite la presenza di marchi quali: IGP (indicazione geografica protetta), DOC (denominazione di origine controllata), DOP (denominazione di origine protetta) ecc...

In seconda istanza consigliamo di prendere visione anche dell'eventuale utilizzo di eccipienti, grassi  parzialmente o totalmente idrogenati, dolcificanti chimici o zuccheri chimicamente raffinati (aspartame, gomma di xantan, destrosio, sucralosio ecc.) giacchè potenzialmente dannosi per la salute.

Da tutto ciò possiamo concludere che la tutela del prodotto interno è oltre che una necessità, per il mantenimento di elevati standard di qualità nel consumo, anche un vero e proprio dovere civico nei confronti delle imprese italiane tenute a fronteggiare ogni giorno la pesante crisi che le attanaglia ed una concorrenza sempre più aspra con le produzioni estere che seppur qualitativamente di livello inferiore, spesso vengono acquistate in ragione di un prezzo più basso.

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